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Iran dopo Khatami: dialogo o scontro?
Gli iraniani sono chiamati ad eleggere il prossimo 17 giugno, l’uomo che dovrà succedere all’ Hojatolislam Mohammad Khatami. 8 sono i candidati in lizza per succedere al “presidente sorridente”, l’uomo che nel suo primo mandato è riuscito a farsi eleggere con circa l’80 per cento dei voti, in un plebiscito senza precedenti nei 25 anni della storia della Repubblica Islamica. Otto candidati, quattro dei quali con un passato da militare, due appartenenti al clero e due borghesi. Gli ultimi due, Mohsen Mehr Alizadeh, attuale vice Presidente e Mostafa Moin, Consigliere del Presidente, scesi in campo nelle vesti di eredi di un riformismo che non è riuscito a realizzare, in due mandati consecutivi durati otto anni, nessuna delle promesse che avvicinarono per la prima volta milioni di giovani e donne al potere. Gli stessi che oggi, delusi dalla Presidenza di Mohammad Khatami, dichiarano apertamente di disertare l’appuntamento del 17 giugno. L’Hojatolislam Ali Akbar Hashemi Bahremani Rafsanjani è indicato da tutti i sondaggi come il futuro Presidente. Compagno di lotta dell’Ayatollah Khomeini fin dagli anni sessanta occupa posizioni di potere nel paese fin dalla nascita della Repubblica Islamica. Presidente del Parlamento per 7 anni, Presidente della Repubblica per 8 e altri 8 passati a capo del Consiglio per il Discernimento dello Stato. Definito pragmatico dai suoi sostenitori, per i radicali è un opportunista, mentre i riformisti lo additano come responsabile di tutti i mali del paese. Nonostante il suo passato di conservatore, Rafsanjani ammette che “la democrazia e le riforme ormai sono inevitabili”. Autore: Ahmad Rafat
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Il dopo Khatami : dialogo o scontro ? I veri elettori sono gli Ayatollah del Consiglio dei Guardiani I Pasdaran alla riscossa 8 candidati per un presidente dimezzato
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